Group: Admin Posts: 4554 Location: Dal lato opposto della luna
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ecco qui finalmente la FF l'ultimo sguardo, che vi racconterà tutto ciò che è successo prima della Grande Guerra che ha devastato tutte le razze, ciò che l'ha scatenata e i vari protagonisti che l'hanno orchestrata! Leggetela per capire ancora meglio il nostro Ethernal War GDR
L’ultimo Sguardo
Un grido, una lacrima che non si vede. Occhi vitrei che guardano i suoi pieni di lacrime. Quegli occhi così profondi e verdi, così oscuri e belli. “CASIPHEL!” urla quella bellissima donna con una voce spezzata dal dolore e dalla perdita, mentre stringe forte al petto il corpo senza vita del suo amato. *Come abbiamo potuto arrivare a questo punto?*. E quella lacrima, uscita rabbiosa dai suoi occhi, cadde al suolo, alzando una leggera polvere di terra. Che volando dolcemente, trasporterà questi oscuri ricordi.
1- Occhi di tenebra La mia vita... Non aveva significato, almeno prima di incontrare te.
La luce filtrava da ogni dove nel castello luminoso di Lithetya. La Capitale del popolo della luce, la fortezza bianca che brillava a contatto con i tenui raggi solari, e al tramonto si tingeva di oro. Uno spettacolo sublime per chi vi posava lo sguardo. Nei suoi vicoli la vita scorreva frenetica, tra i banchi della frutta e la piazza del mercato. Ma non era lì dove si decidevano le sorti di quel mondo; per trovare il centro del Potere Supremo bisognava alzare lo sguardo e mirare il perfetto castello Bianco, il Palazzo luminoso, sempre più in alto, quasi a contatto con il cielo. Al suo interno però, il cui ingresso era concesso solo a una stretta elite di Prescelti, le giornate si svolgevano sempre uguali, in una perfetta e noiosa monotonia. Al mattino riunioni con gli anziani che sedevano sugli scranni dei “Saggi”, al pomeriggio a sorvegliare le terre a nord, e la sera di nuovo riunioni con gli anziani. I quattro angeli superiori, che proteggevano i quattro elementi, cominciavano ad essere stufi di tutto ciò. Più tra tutti, colui che era il più indomabile e il più irascibile, colui che, per il suo carattere poco “addestrabile” era temuto ed amato. Gli anziani avevano paura del suo tasso di crescita e soprattutto di cosa avrebbe potuto fare con il suo immenso potere. Anche ricoprendolo di cariche e di onore, non avevano ottenuto il suo rispetto. Neanche averlo nominato Capo della Potestà era servito. Inutile era incatenare Justin Cole Turner, l’Angelo supremo del fuoco, uno dei quattro angeli. Perché Justin era stufo del suo pesante incarico. Aveva ormai superato i 500 anni di vita e da 200 era diventato Capo della Potestà e quindi libero di usare il suo Potere del fuoco in battaglia, o almeno lo era diventato in modo ufficiale. Perché lui era nato fuoco. Non ricordava neanche il volto dei propri genitori, ma li aveva avuti? Lui era diverso da Theresa Riful, che apparteneva ad una nobile casata che dominava l’elemento terra ed era l’angelo dell’acqua, puro come un giglio che finge di non conoscere nulla di corrotto in questa esistenza. Lui era il fuoco, ed era in catene. Ma si può incatenare il fuoco? L’angelo camminava tra i corridoi che conducevano alla sala del Concilio, i capelli biondi leggermente scompigliati e gli occhi azzurri persi nel vuoto oltre la grande vetrata in parte a lui. “A cosa stai pensando Justin?” una voce famigliare lo invitò a voltarsi. “Casiphel” lo chiamò per nome, senza alcun timore, anche se lui era un Serafino, anzi il Serafino. L’essere più potente e bello che conosceva, ed il suo unico amico. Un suo pari, l’unico di cui si fidava ciecamente, e durante le rappresaglie al popolo delle tenebre, l’unico di cui si fidasse per guardargli le spalle. L’Angelo dell’aria e del vento, Casiphel, che con i suoi capelli argentei e quel dolce e immutato viso, faceva innamorare chiunque lo guardasse. “Ah lo so, stai pensando a come sfuggire agli anziani eh? Se vai in città portami qualche succulenta fanciulla intesi?” l’angelo sorrideva, uno spettacolo magnifico. “Dovresti uscire un po’ anche tu Cas, stare chiuso qui dentro fa male alle tue ali, saranno secoli che non le vedo” infatti Casiphel andava in giro con le ali celate, senza mai mostrarle. Invece per Justin, erano il suo orgoglio. Le sue splendide ali rosso fuoco, come il sole che brilla alto nel cielo. “Lo sai che se uscissi, probabilmente non tornerei più dentro!” gli disse in risposta il serafino. “Angelo pervertito, e tu saresti un serafino?” disse ridendo Justin e tornando a mirare la grande vetrata in parte a lui, fece spuntare le sue grandi ali. “E adesso dove hai intenzione di andare?” gli chiese Casiphel, sapendo già perfettamente la risposta. “Andrò nord, qui non c’è ciò che io bramo” velocemente con la mano spalancò la finestra, e poi si gettò a capofitto nel vuoto che tanto amava. *Ed ora cosa m’invento con gli anziani?* pensò Casiphel mentre si metteva una mano tra i capelli, ormai abituato a quello spettacolo. Si girò e tornò da dove era venuto, pensando alla scusa che raccontava fin troppo spesso per coprire l’amico. Avrebbe dovuto seguirlo, gettarsi anche lui, prenderlo e portarlo indietro. Ma ormai era tardi e l’angelo del fuoco aveva già spiccato il volo. Sfruttando le correnti ascensionali, volava altissimo, senza timore di essere bruciato dal sole. Forse era perché aveva paura di avvicinarsi alla fredda terra e di cadere rovinosamente? La sua vita, questo l’aveva capito fin troppo bene, non aveva un significato. Era troppo forte per essere un angelo, era temuto e venerato al tempo stesso. Tutti quei discorsi sul potere lo facevano nauseare. Il suo spirito era forte, come l’elemento che presiedeva, e perciò era a capo delle potestà. Ovvero a capo dell’esercito più sanguinario del popolo della luce, che usando la scusa di essere dalla parte del giusto, era utilizzato per fare carneficine e massacri. * Che mondo vuoto, che cuore pieno di nebbia il mio* Continuava a volare nel cielo, gli piaceva lasciarsi guidare solo dalle sue ali. Sospeso nel vuoto infinito, poteva essere veramente se stesso. Perché lui in fondo era diverso da Casiphel, a cui bastava stringersi carnalmente ad una donna o ad un uomo per sentire qualcosa. Anche se era fuoco, il suo cuore era freddo, come una notte d’inverno. E non aveva ancora incontrato nessuno in grado di colmare il profondo vuoto che sentiva provenire dalla sua anima, per quanto cercasse. Stava sorvolando dolcemente la laguna quando decise di scendere, per bagnarsi un po’ alle fonti. Non fece neanche un rumore, atterrando sull’erba soffice e viva. Era il luogo prediletto dalle ninfe e dalle sirene, ma un angelo di certo non avrebbe fatto peccato se si sarebbe ristorato un attimo in quelle fresche acque. Era atterrato nella boscaglia, un po’ distante dalla fonte, per non dare troppo nell’occhio. Mentre camminava silenzioso, aveva ritratto le sue ali, per non ferirsele e non rimanere impigliato tra i rami spinosi. Arrivato all’ultimo cespuglio che lo separava dall’acqua cristallina, lo spostò dolcemente. E in quell’istante, una visione si frappose tra lui e l’acqua. In mezzo alla piccola conca, alimentata da una cascata che scorreva sulla parete di roccia, una creatura di sesso femminile stava facendo il bagno. Nella sua nudità, con particolare eleganza, si bagnava il corpo, senza ritegno o vergogna. Justin rimase a bocca aperta, non riusciva a riconoscere a quale razza appartenesse, incantato com’era dalla sua bellezza. I capelli, lunghi e biondi, le arrivavano fino ai glutei, coprendoli quanto bastava. E il davanti poi… era un sogno, di sicuro l’oggetto proibito bramato da molti uomini. L’angelo era ancora nascosto tra la vegetazione, incapace di muoversi, incapace di respirare. Sapeva che non era consono per un angelo spiare una fanciulla mentre si lavava, ma era come paralizzato dalla sua bellezza. Sarebbe stato ora a guardarlo se lei improvvisamente non si fosse girata, e con occhi terrificanti non avesse guardato nella sua direzione. Erano verdi come le foreste, ma con un fondo di oscurità. Non vi erano dubbi, era una creatura maligna, e lo stava fissando. “Per quanto tempo starai ancora lì a spiarmi?”
Prossimo capitolo: “La stella della solitudine, nera come la notte”.
Il tuo ricordo come una piuma diafana nel vento...
Quando morirono i miei genitori, rimasi completamente sola. Però lei mi rimase sempre accanto, e nei momenti più duri mi consolava. Quando piangevo perchè ero triste e sola, dormivamo abbracciate. Poi, io ero soltanto una bambina, e lei la mia unica amica
Chiedo venia.. l'ho letta solo adesso, non avevo ne tempo.. ne voglia ad essere sinceri xD Bella Valky.. mi piace.. Povero Casiphel xD Mi incuriosisce l'amico però, invidio le sue ali rosso fuoco xDD
E’ molto più facile essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere una volta tanto; galantuomini, si dev'esser sempre.
Le statistiche mondiali parlano chiaro: - Il 98% dei ragazzi (maschi) sviluppa il primo neurone a 18 anni. - Il 98% dei ragazzi in età adolescenziale è un perfetto imbecille. - Il 98% dei ragazzi ha provato a fumare spinelli. - Il 98% dei ragazzi è un "cesso". - Il 98% dei teenagers ascolta musica rap o hip hop. - Il 98% delle persone ama i Tokio Hotel Se fai parte del 2%, ovvero quel gruppo di ragazzi rari, intelligenti, saggi, non fumatori, belli, e ascoltatori di musica seria, (e che crede, per quanto riguarda i Tokio Hotel, che Bill Kaulitz sia un transessuale con tendenze al frocio, che Tom Kaulitz abbia una scopa apposto dei capelli, che il bassista sembri un gorilla e che il batterista somigli a ciccio bello "shit version") copia e incolla queste statistiche nella tua firma: in questo modo non risulterai coglione ma anzi con un buon giudizio e gusto! Il mondo femminile ha bisogno di uomini così!